Guru Har Rai spiega…
(tratto da sikhdharma.org)

Guru Har Rai

Un giorno qualcuno pose a Guru Har Rai (7° Guru nella cultura e tradizione Sikh) una domanda: “Guru Ji, noi recitiamo così tanto il Gurbani (lett. “la parola del Guru” o “gli insegnamenti del Guru”). Talvolta non comprendiamo ciò che cantiamo. C’è una qualche utilità nel recitare queste parole sacre quando non ne capiamo il significato?”.

Guru Ji non rispose in quel momento. Semplicemente sorrise e aspettò di poter insegnare mostrandolo.

Aspettò pochi giorni, fino a che tutti fossero insieme a cavallo in un luogo. Guru Ji li fece fermare e chiese: “Vedete quel vaso laggiù?”.

“Si, mio Guru, quel vaso rotto lì per terra? Si, lo vediamo!”.

“Andate a prendere un pezzo del vaso”.

Uno dei Sikh prese un pezzo di quel vaso di argilla. Il vaso di solito conteneva del burro, a dire il vero del ghee. Era stato lasciato al sole e il ghee si era sciolto nei lati del vaso. Il lucido ghee aveva lasciato una traccia all’interno del pezzo.

Guru Ji spiegò: “Questo è quello che accade quando noi recitiamo il Gurbani”.

I Sikh si domandarono cosa intendesse dire. Continuò: “Anche quando noi non comprendiamo il Gurbani… quando lo cantiamo con devozione… questo rimane nel nostro cuore, così come il ghee è rimasto in questo vaso”.

Essi cominciarono a comprendere la ragione per cui il Guru fece prendere loro quel pezzo di vaso unto: “Un giorno, la luce del sole della consapevolezza arriverà alle vostre menti e allora, proprio come questo ghee, si scioglierà… e il Gurbani nei nostri cuori si trasformerà in saggezza”.

Guru Ji mostrò loro il grande beneficio del Gurbani: anche se noi non lo comprendiamo, se lo ascoltiamo e lo cantiamo, il Gurbani può pervadere il nostro essere.

Traduzione e adattamento in italiano a cura di Sujan Singh

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