Tratto da yb-akhara.it e gatka.eu
(autore – “Webmaster Gatka.eu”)

Il Gatka è un’antica arte marziale indiana. Gatka ha vari significati “Grazia“, “Estasi“, “Fermare la mente“. Gatka è un sistema d’armi, dalle mani nude alle armi da fuoco percorrendo un tragitto che passa per il coltello, la spada, il bastone lungo, l’arco, ecc. I suoi movimenti sono basati sul movimento infinito dell’otto (∞).

Nasce e si sviluppa come metodo di combattimento meditativo basato sulla ricerca di equilibrio fisico e mentale. L’armonia dei movimenti e l’uso anche in contemporanea di armi diverse rende quest’arte marziale veramente affascinante e attuale. Infatti, gestire sollecitazioni a 360° e mantenere uno stato mentale neutro, fa del Gatka il naturale riferimento per praticanti di qualsiasi tipo di Yoga.

La conoscenza di questa arte marziale si è diffusa in Occidente grazie al Maestro Yogi Bhajan che passò gran parte della propria maturità vivendo ed insegnando negli USA e viaggiando in tutto il mondo per condividere i suoi insegnamenti.

Altri due uomini, in seguito, hanno contribuito alla conoscenza di questa arte marziale in Occidente: Baba Nihal Singh Khalsa e Guru Shabad Singh Khalsa De Santis.

Oggi in India la trasmissione di questa arte marziale è strettamente collegata alla trazione Sikh, mentre in Occidente è improbabile che i praticanti di Gatka abbiano scelto questa arte marziale per proseguire la tradizione Sikh. In Occidente il Gatka è sì presentato come un’arte marziale con questa origine Sikh, ma altresì come disciplina in grado di dare al praticante degli strumenti che utilizzerà per raggiungere un equilibrio psico-fisico.

Attraverso i movimenti e le tecniche del Gatka, l’allievo è in grado di pervenire ad un equilibrio della Mente Negativa e della Mente Positiva, favorendo così il bilanciamento della MENTE NEUTRA. Con la ripetizione di precisi schemi di movimento, si sviluppa uno stato di coscienza in cui il discepolo può allargare il proprio spazio personale, espandere i propri confini e le proprie opportunità, in senso fisico, mentale, emotivo e sociale. Con la pratica del Gatka lo spazio personale viene percepito come più ampio, piacevole, comodo e concreto.

Questa arte marziale può quindi descriversi come pratica meditativa che coltiva quel particolare stato di totale e concreta presenza a se stessi e al mondo circostante.

In India il Gatka nacque per combattere il “nemico fuori”, mentre in Occidente la sua pratica insegna a confrontarsi anche con il “nemico dentro di noi”, l’inconscio, che se inesplorato può divenire pericoloso ma che, se conosciuto, può essere gestito e divenire fonte di forza.

Lo strumento principale di questa arte marziale è la SPADA, ma vengono utilizzate tutte le armi e anche le mani nude. La Spada nel Gatka viene usata secondo il movimento del moto infinito, basato sulla forma dell’otto ripiegato. Questo movimento permette di cambiare i piani di attacco e difesa, senza mai interrompere il moto della spada. Si viene così a generare una sorta di sfera intorno al guerriero in cui esso è libero di cambiare obiettivo o funzione. In questo modo il praticante sarà anche libero di usare tutte e due le braccia, muovendosi insieme alla sfera che lo circonda e lo protegge, in tutte le direzioni del piano. Il controllo dello spazio interno ed esterno, e l’utilizzo di tutte le armi, permette al Gatker di affrontare più avversari contemporaneamente, creando un sistema di difesa a 360°.